Certificazione Energetica degli Edifici

Dal 1° luglio 2009 è scattato l’obbligo di dotare dell'Attestato di Certificazione Energetica (ACE) tutti gli edifici o porzioni di edifici trasferiti a titolo oneroso, come previsto dall'articolo 6, comma 1-bis, lettera c) del Dlgs 192/2005 e successive modifiche e integrazioni. Il Decreto ministeriale del 26 giugno 2009 ha stabilito le Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici, previste dall'articolo 6, comma 9, del Decreto Legislativo 192/2005, in applicazione della direttiva 2002/91/CE. Dal 1° luglio scatta l'obbligo di «dotare» dell'attestato di certificazione energetica tutti gli edifici o porzioni di edifici trasferiti a titolo oneroso, come previsto dall'articolo 6, comma 1-bis, lettera c) del Dlgs 192/2005.  

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) attesta le prestazioni energetiche di un edificio (climatizzazione invernale, produzione di acqua calda sanitaria, raffrescamento, consumo di energia elettrica) e comprende alcuni dati di riferimento che consentono di valutare e raffrontare tali prestazioni, varie raccomandazioni per un miglioramento in termini di costi/benefici, tiene conto di eventuali impianti ad energie rinnovabili. 

La classe energetica rappresenta il consumo di energia dell'edificio.

Alla classe A+ è associato il consumo più basso, alla classe G è associato il consumo più alto.    Mediante la certificazione energetica, per ogni edificio vengono individuate due classi energetiche: la prima rappresenta il consumo di energia dovuto al riscaldamento o alla climatizzazione invernale, la seconda rappresenta invece il consumo di energia legato al raffrescamento o alla climatizzazione estiva.

E' opportuno sottolineare che la classe energetica associata al riscaldamento o alla climatizzazione invernale  rappresenta il fabbisogno annuo di energia primaria dell'edificio, quindi considera il rendimento dell'impianto di riscaldamento o climatizzazione invernale (cioè tiene conto delle perdite dell'impianto), mentre la classe energetica associata al raffrescamento o alla climatizzazione estiva rappresenta il fabbisogno annuo di energia termica dell'edificio, quindi non considera il rendimento dell'impianto di raffrescamento o climatizzazione estiva (cioè non tiene conto delle perdite dell'impianto).

Circa il 90% del patrimonio edilizio esistente si trova in classe G, per quanto riguarda il riscaldamento o la climatizzazione invernale.

 

Per abbattere i consumi di questi edifici sono necessari interventi che riducano le perdite di calore, migliorando l'efficienza energetica. Tali interventi consistono principalmente:

- nella sostituzione degli infissi,

- nell'isolamento delle pareti e del tetto,

- nell'ammodernamento dell'impianto di riscaldamento dell'edificio,

 e sono tutti soggetti a detrazioni fiscali.

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L'obbligo di dotare l'immobile di una certificazione è comunque previsto dalla normativa nazionale vigente, pertanto la violazione dell'obbligo di consegnare la certificazione, anche se non può invalidare l'atto di trasferimento, può essere fonte di responsabilità civile del venditore verso l'acquirente, quanto meno per la mancata informazione sull'inesistenza del documento. Trattandosi di un obbligo previsto da una disposizione legislativa, l'acquirente ha il diritto di sapere che non è stato rispettato e conseguentemente agire in sede di trattativa sul prezzo.

Tra l'altro avere il proprio edificio dotato della relativa certificazione energetica comporta due risultati positivi immediati:

  1. conoscere le criticità energetiche, i punti di massima dispersione termica, avendo un piano di interventi migliorativi tali da portare il proprio edificio da una classe più bassa ad una a più alta efficienza energetica
  2. aumentare il valore del bene stesso, infatti oltre a conseguire un consistente risparmio energetico nella normale conduzione, si qualifica l'immobile stesso che in fase di compravendita verrà sempre più valutato anche in base alla classe energetica a cui appartiene